lunedì 9 novembre 2015

inside out


… E poi guardi un film d’animazione e ti accorgi che a volte anche tra i ‘cartoni’ si trova un piccolo capolavoro, non tanto in trama ma com’è stato imbastito il tutto, come hanno concepito il mondo in cui è tutto ambientato e come tante, piccole situazione ed idee sono metafore di qualcosa di più profondo e su cui riflettere.
‘Inside Out’ è un film per bambini ma con un occhio di riguardo agli adulti, un film che può essere visto a più livelli, uno più profondo dell’altro. E non ci vuole un genio o uno psicologo per capire che dietro a questo film c’è molto più di ciò che mostra in superficie (un banale ‘tentativo di tornare a casa’ dei due protagonisti costernato di difficoltà ed imprevisti).
Se lo si guarda come un qualsiasi film d’animazione, questo scorre veloce senza nessun momento di noia: i personaggi sono ben definiti e anche i comprimari (tanti) non sono lì ‘tanto per’ ma hanno una loro utilità e caratterizzazione.
Ci sono momenti divertenti, avventurosi e commoventi: tutti elementi ben amalgamati, come solo la Pixar sa fare, e al loro giusto posto nell’universo narrativo.
La grafica è ciò che si aspetta da Pixal: pulita, essenziale, d’impatto e ottimamente realizzata (pur mantenendo gli standard del film d’animazione per bambini, ovvero molto fumettoso e colorato).
… E poi ti stupisci di come forse la mente umana si muove proprio così e basterebbe dare più libertà ad una emozione e a ciò che comunica per essere un po’ più sereno e felice ma senza dimenticare le altre, che in fondo sono parte integrale di noi e ci danno a loro modo ciò di cui abbiamo bisogno per crescere.
‘Inside out’ è una grande metafora di cosa si muove dentro di noi, di cosa possediamo e abbiamo dimenticato e di come quest’ultimo sia comunque servito a formarci. Un affresco in fondo leggero e simpatico di un concetto profondo e complesso quanto è appunto la nostra mente e le nostre emozioni in subbuglio.
Non ho molto altro da aggiungere se non che è uno di quei film che meritano di essere guardati: una volta con gli occhi del bambino divertito e l’altro dell’adulto che cerca di leggervi concetti profondi e rivelatori.

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